Fiori,  Ti racconto un fiore

IL GAROFANO

Dal leggerissimo profumo, delicato, elegante ma allo stesso tempo stropicciato, il garofano è uno dei fiori più belli. Caratterizzato da petali frastagliati uniti in un raffinatissimo pompon o da piccoli fiorellini che formano un grazioso mazzetto . Addirittura alcune specie hanno i petali simili a coccarde, altre ancora presentano dei ciuffetti e così via. Ne esistono circa trecento specie.

Vastissima anche  la gamma dei colori: possiamo trovare garofani monocolore o garofani che si tingono di mille sfumature, a due colori, punteggiati, screziati e striati.

“Dianthus”, questo il nome del genere a cui appartiene il garofano, in greco significa “fiore di Dio”. Nasce nelle zone temperata del Globo, probabilmente ha avuto origine nella Regione del Mediterraneo. Quella del garofano è una pianta perenne con foglie argentee dalle quali sbucano dei fiori che possono raggiungere poco più di mezzo metro d’altezza, come nel caso del garofano comune.

STORIA

Nel corso della storia il garofano ha avuto notevole importanza in molte vicende.

Fu protagonista del cosiddetto  “Affare del Garofano”, secondo il quale nel 1793 un sedicente nobile di nome Alexandre Gonsse de Rougeville, un monarchico, si sarebbe presentato alla Conciergerie, carcere in cui era prigioniera la regina di Francia Maria Antonietta, con l’intenzione di farla evadere. Probabilmente il cavaliere riuscì ad entrarvi sotto falso nome e con una valida motivazione. L’uomo avrebbe recapitato alla sovrana condannata alla ghigliottina uno o due garofani, che aveva ben appuntato sul bavero della giacca, nella cui corolla avrebbe infilato dei messaggi. Rougeville avrebbe lanciato lontano da sguardi indiscreti i fiori nella cella della dama facendole cenno di raccoglierli. Nei bigliettini il cavaliere avrebbe scritto alla sovrana di corrompere i gendarmi  di guarda alla sua cella per pianificare la sua fuga. Maria Antonietta, una volta convinto uno dei gendarmi, avrebbe risposto all’uomo con un bigliettino sul quale avrebbe dato il suo assenso forando la carta con un ago, unico mezzo a sua disposizione per  scrivere. Il foglietto, probabilmente finito nelle mani sbagliate, portò quasi al fallimento il tentativo di evasione, ma pare che Rougeville non si arrese e, intromessosi nuovamente nel carcere, provò a far scappare la regina che per non complicare la situazione già compromessa gli chiese di tornare indietro.

E’ in questi anni  che si affermò il costume di portare all’occhiello un fiore, tutti i monarchici indossavano  un garofano bianco e i partigiani di Napoleone, per mostrargli fedeltà, ne indossavano uno rosso.

Divenne, così, anche simbolo dei socialisti tant’è che un garofano rosso fu il simbolo del Partito Socialista Italiano per lungo tempo. Gramsci stesso usò lo pseudonimo di  “garofani” per indicare i socialisti.

Il 25 aprile del 1974, giorno della Rivoluzione Portoghese, Celeste Martins Caeiro, dipendente di un ristorante, donò dei garofani rossi ad un militare coinvolto nel colpo di stato che avrebbe rovesciato il regime dittatoriale portoghese. Il soldato mise i fiori nella canna del suo fucile seguito dagli altri commilitoni. Garofani bianchi e rossi sarebbero dovuti essere un dono per i clienti del ristorante in cui Celeste lavorava per festeggiare, proprio quel giorno, un anno dall’apertura dell’attività. A causa degli avvenimenti il ristorante quel giorno non aprì al pubblico e il proprietario regalò i fiori ai suoi dipendenti. Da quel  giorno  la rivoluzione portoghese viene ricordata come la “Rivoluzione dei Garofani” e Celeste è conosciuta anche come “Celeste dos cravos” ovvero “Celeste dei garofani”.

Anna Jarvis, ideatrice della festa della mamma negli Stati Uniti d’America, nel 1908, tre anni dalla morte della propria madre, organizzò una cerimonia commemorativa in onore di sua madre e di tutte le mamme. Non essendo presente all’evento, la donna inviò un telegramma in cui spiegava i motivi della celebrazione e  500 garofani bianchi, simbolo della purezza dell’amore materno e fiore preferito della mamma, per tutti coloro che partecipavano. Da quel giorno è il fiore ufficiale della festa della mamma e in molti Paesi anglofoni indossano un garofano bianco nel caso in cui la propria madre sia viva e un garofano rosso in caso contrario.

LEGGENDE

I crociati di Luigi IX di Francia si dice siano stati decimati in Tunisia nel 1270 durante una crociata a causa di un’epidemia e che il re portò loro un liquore a base di garofano che ne alleviò le sofferenze.

MITI

Secondo un racconto mitologico del Rinascimento la dea Diana, innamoratasi di un pastore, ma votata alla verginità, tolse la vista all’uomo per impedirgli di guardare altre donne, strappò i suoi occhi e li buttò sul terreno dal quale nacquero due garofani bianchi. Probabilmente per questo motivo in francese il garofano viene chiamato “oeillet” (occhiello) che diviene poi fiore all’occhiello per eccellenza.

Un altro mito attribuisce i garofani bianchi alla Vergine Maria in quanto nati dalle lacrime che versò sul terreno vedendo il Figlio crocifisso.

LINGUAGGIO DEI FIORI

Una tradizione anglosassone  attribuisce a ciascun mese un fiore, il cosiddetto “fiore di nascita”. Ognuno di noi avrebbe delle affinità caratteriali con il fiore attribuito al proprio mese di nascita. Generalmente il fiore attribuito al mese di gennaio è proprio il garofano.

Nel linguaggio dei fiori il garofano esprime fedeltà, amore vivissimo, eleganza,

ma i colori e le specie gli conferiscono un significato ancora più preciso.

Il garofano comune:

bianco esprime  dolcezza, fedeltà eterna, amore reciproco;

-quello giallo esprime sdegno;

-quello rosa dice: “non ti dimenticherò mai” ed è simbolo di amore femminile e affetto;

-il rosso esprime amore ardente e passionale e potrebbe dire : “il mio cuore si spezza” ed è anche simbolo di  rabbia e risentimento;

-quello striato dice: “non posso essere con te”ed indica un rifiuto;

-il garofano screziato  è un invito a fidarsi;

-quello verde è simbolo dell’amore omosessuale perché citato in un famoso romanzo di Oscar Wilde “Il garofano verde” nel quale l’autore parla della sua storia d’amore omosessuale.

Il garofano dei poeti è simbolo di galanteria,

mentre il garofano piumoso indica amore puro.

ALTRE CURIOSITA’

Secondo tradizioni che risalgono all’incirca agli anni ‘50, in alcuni paesi del Sud Italia se un matrimonio veniva celebrato nel mese di giugno uno dei fiori disponibili per realizzare il bouquet della sposa era proprio il garofano. Facilmente reperibile poiché di facile coltivazione e spesso lo si trovava nei giardini del paese.

Negli anni ’90 all’Università di Oxford pare si sia dato il via ad una tradizione che prevede di indossare un garofano ad ogni esame. Al primo esame il garofano sarebbe bianco, per gli esami intermedi il colore è il rosa e all’ultimo si indosserebbe un garofano rosso. Tutto ciò deriverebbe dal fatto che un garofano bianco sarebbe stato intinto in un calamaio ad ogni esame finché non sia diventato completamente rosso.

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