Fiori,  Ti racconto un fiore

Ti racconto un fiore

Il meraviglioso mondo dei fiori, “della natura l’espressione più perfetta”, creature eleganti ed affascinanti , nascondono dietro la loro bellezza una storia che si perde nella notte dei tempi.

Dai personaggi a noi noti che hanno fatto la storia alle mani sapienti delle nostre nonne, dalle leggende di popoli antichi alle dame di corte del 1800, il fiore è sempre stato protagonista di avvincenti storie.

Spesso non ci chiediamo cosa possa raccontare un semplice fiore, ma se lo facessimo la risposta sarebbe molto più sorprendente di quanto potremmo aspettarci.

Molte volte  guardiamo i fiori con sfuggente interesse pensando che tutto finisca lì intrappolato in una disarmante, perfetta ed effimera bellezza, ma c’è molto di più.

Pensiamo soltanto per un attimo che con il passare del tempo i fiori sono sempre stati gli stessi e che, sempre loro, con lo stesso aspetto e gli stessi colori, hanno vissuto tempi a noi sconosciuti. Hanno vissuto ogni epoca, ogni mutamento culturale, ogni stile artistico, ed erano lì per esprimere i sentimenti più puri della gente di tutti i tempi. I fiori ci sono sempre stati e ci saranno sempre.

La mia rubrica “Ti racconto un fiore” nasce proprio dal desiderio di raccontare tutto ciò che un fiore può dire, tra storia, medicina popolare, leggende, miti e linguaggio dei fiori.

In più mi piacerebbe mostrare del fiore non solo la sua essenziale bellezza, ma quella che può trasmettere in una composizione floreale che durante questo percorso avrò il piacere di realizzare.

Protagonisti dei più interessanti aneddoti storici, medicinali essenziali per i potenti intrugli della cultura popolare, risultato di metamorfosi leggendarie che ancora oggi affascinano i lettori, simbolo di personaggi religiosi e mitologici e infine misterioso mezzo di comunicazione di altri tempi, i fiori fanno parte di un ricco mondo che scopriremo insieme.

Chissà se scoprissimo anche noi il nostro lato romantico e utilizzassimo un linguaggio così sentimentale e di altri tempi?

CHE COS’E’ DAVVERO IL LINGUAGGIO DEI FIORI

Quello che noi superficialmente chiamiamo “linguaggio dei fiori”, ciò che noi limitiamo ad un semplice significato o messaggio che potremmo leggere nel fiore e nel suo colore deriva, in realtà, da un complesso ed articolato modo di comunicare nato all’incirca nel 1700.

Si pensa che tutto abbia avuto inizio grazie a lady Mary Wortley Montagu, moglie di un ambasciatore inglese a Costantinopoli. Durante la sua permanenza in terra turca Lady Mary scrisse delle lettere che inviò in patria, poi anche pubblicate, che contenevano personali osservazioni sugli usi e costumi turchi  tra i quali una strana usanza, detta “selam”, secondo la quale veniva  assegnato  un significato agli oggetti, ai  frutti, ai colori ed anche ai fiori ed alla modalità con cui venivano offerti. Un vero e proprio modo di comunicare senza usare le parole.

Lady Mary era del tutto ignara del fatto  che di lì a poco questa pratica orientale, soprattutto per quanto riguarda i fiori, si sarebbe trasferita e trasformata in occidente grazie al terreno fertile che offriva la società romantica del 1800, dedita razionalmente ed emotivamente alla natura, per poi diffondersi sempre più anche nelle epoche successive fino a varcare i confini europei.

Tanti i dipinti, i testi letterari, scientifici, di poesia, e tanti i giardini ricchi di piante e fiori nati in questo secolo.

Nelle stanze dei palazzi dei ricchi non potevano mancare fiori recisi posizionati in lussuosi vasi, il fiore diventò indispensabile anche per gli arredi e gli abiti delle donne sui quali veniva sapientemente ricamato finanche a diventare ornamento per i capelli.

E’ quindi in questo clima che il fiore divenne mezzo di comunicazione per esprimere sentimenti  d’amore.

Prese forma un vero e proprio idioma corredato di tutti gli elementi grammaticali di cui una lingua necessita: sostantivi, aggettivi, verbi e tutto ciò che può servire per formulare vere e proprie frasi, in questo caso non verbali.

Grazie a questo affascinante e misterioso modo di comunicare sbocciavano gli amori più romantici tra dame e cavalieri del lontano 1800. Ovviamente il linguaggio dei fiori si utilizzava anche per esprimere sentimenti  d’amicizia e di amore fraterno.

L’autrice di una delle più importanti opere che aiutò la diffusione di questo nuovo linguaggio sosteneva che fosse un modo di comunicare che si prestava ad esprimere i  sentimenti del cuore ancor più efficacemente del linguaggio verbale e affermava : “spesso ho visto il dono di un bouquet rendere un’amante più felice di quanto avrebbero potuto fare i più ricercati pensieri del più amorevole biglietto.”

La florigrafia si è perduta nel corso della storia, ma conserva in sé il fascino di un linguaggio misterioso che può dare voce ai sentimenti più nascosti ancora oggi, come in un antico libro del Romanticismo in cui  si dichiara un sentimento che ha bisogno di una voce delicata come quella di un fiore.

Questo antico ed elegante mezzo di comunicazione è sicuramente mutato nel tempo, assumendo accezioni e modalità di espressione differenti e sempre meno articolate.

“Questo linguaggio è dunque vecchio come il mondo;- scrisse Charlotte de Latour già nel 1800 parlando del ruolo di protagonista del fiore nel corso della storia- ma non può sfiorire, perché ogni primavera ne rinnova i caratteri”.

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